Con riferimento al testo, rispondi alla seguente domanda.
Con tutto che era cosi' tardi, dal vecchio Ernie c’era un sacco di gente. Per la maggior parte, lavativi del liceo e dell’universita'. Quasi non c’e' dannata scuola al mondo che per le vacanze di Natale non chiuda i battenti prima di quelle dove vado io. A stento si riusciva a lasciare il soprabito al guardaroba, tant’era gremito. C’era un gran silenzio, pero', perche' Ernie stava sonando il piano. Dio santo, avevano l’aria di crederla una cosa sacra, quando lui si metteva al pianoforte. Nessuno e' tanto bravo. Almeno tre coppie, vicino a me, stavano aspettando un tavolo, e si davano un gran da fare a spingere e a rizzarsi sulla punta dei piedi per vedere il vecchio Ernie che sonava. Davanti al piano lui aveva un maledetto specchio grande cosi', e quel riflettore enorme puntato addosso, perche' tutti potessero vedere la sua faccia quando sonava. Le dita no, quando sonava quelle non le vedevi - vedevi solo la sua vecchia faccia di luna piena. Da fargli tanto di cappello. Come si chiama la canzone che stava sonando quando entrai non lo so con sicurezza, ma qualunque fosse, la stava proprio massacrando. Infronzolava le note alte con tutti quei cretinissimi trilletti da gigione, e un sacco di altri ghirigori complicati che mi fanno girare ben bene le scatole. Ma dovevate sentire la gente alla fine. Roba da vomitare. Avevano perso la testa. Erano proprio gli stessi fessi che al cinema si sganasciano dalle risate per cose che non sono affatto comiche. Giuro davanti a Dio che se fossi un pianista o un attore o qualcosa del genere, e tutti quei cretini mi trovassero fantastico, per me sarebbe tremendo. Non vorrei nemmeno i loro battimani. La gente batte sempre le mani per le cose sbagliate. Se fossi un pianista, suonerei in uno sgabuzzino, accidenti. Ad ogni modo quando lui ebbe finito e tutti applaudivano da spellarsi le mani, il vecchio Ernie si giro' sullo sgabello e, da vero marpione, fece un inchino pieno di modestia. Come se fosse un campione di modestia, oltre che un grande pianista. Era tutto molto fasullo - lui col suo fenomenale snobismo e via discorrendo, voglio dire. Buffo pero' che mi fece persino un po’ pena, quando fini'. Credo che non sappia nemmeno piu' se suona bene o no. Non e' tutta colpa sua. In parte ce l’ho con tutti quei cretini che applaudono da spellarsi le mani - rovinerebbero chiunque, a dargliene la possibilita'. Ad ogni modo, questo mi fece sentire di nuovo cosi' depresso e a terra che per un pelo non ritirai il soprabito e non tornai in albergo, ma era troppo presto e non mi andava molto di starmene da solo. Finalmente mi procurarono quello schifo di tavolo, proprio contro il muro e dietro una maledetta colonna, da dove non si vedeva un accidente. Era uno di quei tavolinetti che se la gente che sta al tavolo vicino non si alza per farvi passare - e mai che si alzino, quei bastardi - dovete letteralmente inerpicarvi sulla vostra sedia. Ordinai un whisky e soda, che e' quello che bevo piu' volentieri, dopo i daiquiries ghiacciati. Da Ernie i liquori li davano anche ai ragazzini dell’asilo, tanto la sala era buia e via discorrendo, e del resto, nessuno s’interessava dell’eta' che avevi. Potevi anche essere drogato, tanto nessuno se ne interessava. Ero circondato da lavativi. Senza scherzi. All’altro tavolinetto che stava alla mia sinistra, praticamente addosso a me, c’era quel ragazzo buffo con quella ragazza buffa. Avevano all’incirca la mia eta', o forse qualche anno di piu'. Era buffo. Si vedeva benissimo che stavano facendo sforzi infernali per non bere troppo in fretta la consumazione obbligatoria. Per un po’ stetti a sentire i loro discorsi, perche' non avevo nient’altro da fare. Lui le stava parlando di una partita di rugby di professionisti che aveva visto quel pomeriggio. Le raccontava minutamente tutte le dannate fasi della partita - parola d’onore. Era l’individuo piu' barboso che abbia mai sentito. E si vedeva benissimo che di quella maledetta partita alla sua ragazza non gliene importava un accidente, ma era ancora piu' buffa di lui, la vedevi che doveva stare a sentire. Per le ragazze veramente brutte non c’e' scampo. Certe volte mi fanno proprio pena. Non posso nemmeno guardarle, certe volte, soprattutto se stanno con un cretino che gli racconta per filo e per segno una maledetta partita di rugby. D. Salinger, Il giovane Holden, trad. it. di Adriana Motti, Einaudi, Torino 1970.Quale delle seguenti affermazioni NON è deducibile dal testo?
| Secondo Holden, il vecchio Ernie tendeva a strafare | |
| Secondo Holden, il vecchio Ernie sbagliava le note | |
| Secondo Holden, il vecchio Ernie non era un grande pianista | |
| Secondo Holden, il vecchio Ernie si comportò da persona scaltra |