Avviare e riavviare il computer impiegando la procedura corretta
Il termine di origine inglese boot (o bootstrap) indica, in generale, i processi che vengono eseguiti da un computer durante la fase di avvio, dall'accensione fino al completato caricamento del sistema operativo.
Durante il bootstrap, il computer esegue un determinato processo allo scopo di mettersi in condizione di operare (eseguire processi). In italiano si può rendere questo concetto anche come "avvio" ("riavvio"), sebbene questi termini (come i loro corrispondenti diretti inglese "start" e "restart") abbiano generalmente una connotazione meno tecnica.
All'accensione di un computer il processore resta inizialmente sospeso nello stato di RESET dall'hardware, che tiene attivo il corrispondente ingresso della CPU finché le tensioni di alimentazione non sono stabili. Appena il segnale di RESET viene disattivato il processore carica la sua prima istruzione da una locazione fissa del suo spazio di memoria, a cui di solito corrisponde una ROM o altra memoria non volatile. Si tratta quasi sempre di una istruzione di salto incondizionato (JMP) che porta l'esecuzione al vero inizio del programma di firmware (o del BIOS, se si tratta di un personal IBM compatibile) che poi prende il controllo del computer.
Tutti i processori caricano la prima istruzione dopo il RESET dall'indirizzo esadecimale 0xFFFFFFF0, a cui corrisponde una locazione di memoria non volatile.
I passi compiuti dal BIOS sono:
1. il POST (Power On Self Test), una serie di test diagnostici per verificare il corretto funzionamento dell'hardware della scheda madre: se tutti i dispositivi controllati sono funzionanti emette un "beep" dall'altoparlantino di sistema e prosegue, ma se uno o più dispositivi fra quelli testati non funzionano, l'altoparlante emetterà una serie di bip, lunghi o corti, in numero variabile secondo un codice ben preciso che indica la periferica guasta e il tipo di problema riscontrato
2. cerca una scheda video installata, prima di tutto quella che secondo i suoi dati interni dovrebbe essere presente, ed esegue il POST video che si trova nella ROM interna della scheda video
3. cerca eventuali ROM di altri dispositivi installati e ne esegue le routine POST
4. esegue altri test, come il conteggio della memoria e lo stato della tastiera. Se incontra degli errori, non ricorre al codice sonoro dei bip ma (ora può farlo) mostra un messaggio a video
5. mostra a video una schermata di presentazione, con alcuni dati sull'hardware di quel particolare computer
6. compila l'inventario completo del tipo di hardware installato e delle capacità riscontrate: registra i timing della memoria, i parametri fisici dei dischi rigidi e i modi di accesso che questi supportano, le porte seriali e parallele e le loro velocità, se hanno una FIFO o no, eccetera
7. (se il BIOS supporta il Plug and Play) configura automaticamente i dispositivi Plug and Play presenti e mostra un messaggio a video per ciascuno di essi
8. si interfaccia con la memoria CMOS, contenente i parametri di configurazione suscettibili di modifica, ed esegue le relative istruzioni dopo averne verificato l'integrità attraverso un algoritmo di checksum
9. finalmente, cerca una unità disco da cui caricare il sistema operativo. Se c'è, carica in RAM, ad uno specifico indirizzo di memoria, il primo settore del disco (cilindro 0, testina 0, settore 1), che corrisponde al master boot record (MBR) e l'esecuzione continua da lì.
Da questo punto in poi il processo di bootstrap dipende dal particolare sistema operativo installato.
Nel caso di avvio di un sistema operativo Windows, uno dei problemi di Windows con il tempo sono i programmi che si caricano all’avvio, rallentando notevolmente l’avvio del sistema operativo con rallentamenti a volte esasperanti, se poi nel nostro PC abbiamo istallato molti software il rallentamento sarà ancora più evidente.
All'avvio di Windows il primo file che viene caricato è IO.SYS che procede al caricamento di alcuni files essenziali. L'ultimo caricato è WIN.COM. Questo file è il vero e proprio Windows. Se esso non venisse caricato il computer si avvierebbe in riga di comando (c:\>_ ).
La sostituzione di questo file è il "modo migliore" per impedire la partenza completa di Windows, il quale, però, può essere avviato digitando WIN seguito da invio).
Nel caso in cui il sistema non parte si devono analizzare i file di avvio che vengono elaborati dal Registry, cioè CONFIG.SYS, MS-DOS.SYS e AUTOEXEC.BAT.
Una volta avviato Windows esso si presenta con un’interfaccia grafica (Graphic User Interface, o GUI) che ne facilita l’utilizzo.
Se il computer che utilizziamo si trova all’interno di una rete, domestica o aziendale, gestita da un server, è probabile che prima di utilizzare il PC, appena termianto il caricamento di Windows, ci viene richiesto dal sistema di inserire una “username” e una “password”.

Questo perché all’interno di una rete occorre identificare gli utenti che sono ailitati ad utilizzare sia il computer che tutte le risorse della rete stesse, messe a disposizione dal server.
Ci sono solitamente delle regole, impostate dall’amiinistratore del server o della rete, circa la lunghezza e composizione della username e soprattutto della password, come ad esempio una lunghezza non inferiore a 6 caratteri e che contenga lettere, numeri e segni di punteggiatura. Questo sistema serve a rendere meno facilmente individuabile una password. Spesso accade che per motivi mnemonici, si tende ad utilizzare come password nomi propri di persona, o date di nascita o del matrimonio, e così via che però posso essere facilmente rintracciabili.
