Comprendere il termine “telelavoro” ed elencare alcuni dei suoi vantaggi
Conosciuto nei paesi anglosassoni come “Telework” o, nella versione americana, come “Telecommute”,
il telelavoro può essere inteso come un modo di lavorare indipendente dalla localizzazione geografica dell'ufficio o dell'azienda, facilitato dall'uso di strumenti informatici e telematici e caratterizzato da una flessibilità sia nell’organizzazione, sia nelle modalità di svolgimento.

Si tratta di un concetto fortemente legato all'evoluzione delle tecnologie informatiche e quindi soggetto ad una continua trasformazione. C’è chi afferma che sia possibile telelavorare senza impiegare tecnologie raffinate, utilizzando semplicemente un telefono o un fax, ma in realtà per ricreare un ambiente tipico dell’ufficio in un posto diverso, le moderne tecnologie sono molto più di un optional. Il telelavoro è molto più di una tecnica per delocalizzare gli uffici: esso permette di liberare il lavoro dai vincoli spaziali e temporali, e, di conseguenza, le persone possono scegliere dove e come lavorare. Non si tratta di una professione, né di un mestiere: chi telelavora resta comunque un traduttore, o un programmatore o qualsiasi altro tipo di professionista; tuttavia, per svolgere i suoi compiti, non dovrà più recarsi in ufficio per le classiche otto ore lavorative, perché il suo posto di lavoro sarà localizzabile ovunque ci sia una connessione alla rete aziendale o la possibilità di inviare file e messaggi.
La disciplina del telelavoro è regolamentata da un accordo stipulato tra aziende e sindacati confederali nel 2004, recependo una direttiva europea del 2002.

Il principio fondamentale della disciplina è quello della volontarietà: il telelavoro è modalità di svolgimento della prestazione lavorativa che può essere adottata solo previo accordo, individuale o collettivo, tra le parti.
L'accordo pone a carico del datore di lavoro i costi di fornitura, installazione, manutenzione e riparazione degli strumenti informatici, nonché i costi necessari per fornire i supporti tecnici necessari allo svolgimento del lavoro.
Dal canto suo, al lavoratore è posto l'obbligo di aver cura degli strumenti di lavoro e di informare tempestivamente l'azienda in caso di guasti o malfunzionamenti delle attrezzature. Iinoltre è previsto un espresso divieto di raccogliere o diffondere materiale illegale via internet.

Si distinguono sei tipi di telelavoro, se basiamo la distinzione in ragione del luogo di svolgimento della prestazione :
- Telelavoro domiciliare (detto anche Home based Telework): il lavoratore opera dal suo domicilio, e comunica con l'azienda per mezzo di PC, fax o altri strumenti. Il computer può essere connesso stabilmente alla rete aziendale, oppure vi si può collegare solo per la ricezione e l'invio del lavoro.
- Telelavoro da "centro satellite" (o satellite branch office): la prestazione è resa in una filiale appositamente creata dall'azienda. Tale particolare filiale si distingue dalla semplice filiale aziendale per il fatto che, mentre quest'ultima nasce per rispondere alle esigenze dei clienti che abitano in un determinato territorio, il centro satellite nasce per rispondere, in teoria, a tutti, data la possibilità di collegamenti attraverso l'uso del computer.
- Telelavoro mobile (detto altrimenti mobile telework): la prestazione si svolge per mezzo di un PC portatile e di altri strumenti mobili (cellulari, palmari, ecc.). Si tratta di modalità diffusa principalmente tra lavoratore autonomo ed azienda, per mezzo di lavoro a progetto.
- Telelavoro da telecentri o telecottages: il telelavoro è svolto in appositi centri creati per lo scopo da un consorzio di aziende, da una azienda singola od anche da enti pubblici.
- Remotizzazione : il telelavoro è svolto da più persone che si trovano in luoghi diversi, ma che sono collegate tra loro.
- Sistema diffuso d'azienda: in pratica, con tale termine si indica un’azienda virtuale, vale a dire un'azienda esistente solo in rete.
Quali sono i vantaggi del telelavoro?
1. benefici per l’ambiente. Il telelavoro ha un effetto positivo sulla qualità dell’aria e sulla congestione del traffico, dal momento che va a limitare gli spostamenti dei lavoratori verso e dal luogo di lavoro.
2. benefici sociali. Il telelavoro consente di ampliare le opportunità di lavoro per quanti vivono in aree con un alto tasso di disoccupazione e per quelle fasce della forza lavoro più deboli. Dal momento che molti disabili sono fisicamente impossibilitati a recarsi a lavoro, pur essendo qualificati tanto da poter coprire una miriade di posizioni, le opzioni del telelavoro permettono alle aziende di usufruire anche delle loro capacità.
3. benefici per le imprese. Il primo beneficio che le imprese realizzano grazie al telelavoro è l’aumento della produttività, risultato ottenuto grazie al fatto che i telelavoratori hanno meno distrazioni rispetto a quelle che normalmente hanno in ufficio e sono stimolati a lavorare più ore. Nella maggior parte dei casi il tempo che normalmente un lavoratore perde nel traffico e nel viaggio verso/dall’ufficio ritorna a vantaggio dell’impresa sottoforma di tempo addizionale di lavoro. Alcuni studi dimostrano che in media la produttività dei telelavoratori è il 10-40% in più rispetto a quella ottenibile in ufficio.
4. benefici per il lavoratore. I lavoratori che possono usufruire di un programma di telelavoro sperimentano una pluralità di benefici.
a. primo beneficio: i telelavoratori subiscono una minore pressione a produrre e si sentono “attivi”, gradiscono di più il loro lavoro rispetto a quando lo svolgono in ufficio.
b. secondo beneficio è il risparmio di tempo e denaro che deriva dalla riduzione dei costi e dei tempi necessari per recarsi in azienda.
c. terzo beneficio è l’incremento della produttività, in parte attribuibile all’aumento della job satisfaction. I lavoratori che svolgono le loro mansioni lontano dal luogo tipico di lavoro generalmente hanno meno distrazioni che possano impedire l’esecuzione dei compiti

