Rappresentare algoritmi mediante diagrammi
Abbiamo visto precedentemente che un algoritmo può essere rappresentato attraverso una forma grafica, dove ogni simbolo corrisponde ad una azione ben definita.
Il simbolo maggiormente importante è il rombo, in quanto esso rappresenta sempre una “diramazione”, ossia una fra tre possibili scelte dop una valutazione della condizione racchiusa al suo interno.
Proviamo a descrivere in forma grafica, attraverso il “Diagramma a Blocchi” il seguente algoritmo:
Dovete acquistare tre penne il cui costo è X e due matite il cui costo è Y. Se avanzano soldi dal budget di 7 €, dovete acquistare anche una gomma da 1,20 €
L’algoritmo potrebbe essere il seguente:
- Chiedere il costo delle penne e delle matite
- Moltiplicare il costo delle penne per 3
- Moltiplicare il costo delle matite per 2
- Sommare i due valori ottenuti
- Eseguire la differenza tra il budget e la somma ottenuta
- Se la differenza è maggiore o uguale a 1,20 al risposta è SI altrimenti la risposta è NO
Bene, proviamo adesso a ridisegnare l’algoritmo attraverso il Diagramma a Blocchi.

Ricordiamo qui sotto quali sono i imboli grafici maggiormente utilizzati nella stesura di un diagramma a Blocchi (o Diagramma a Flussi).

Se ci pensate, il motivo per cui la rappresentazione di un algoritmo prende il nome di Diagramma a Blocchi, è che ogni simbolo grafico viene definito “Blocco”, ossia un passaggio ben chiaro che specifica un’operazione dettagliata, rispecchiando le quattro regole fondamentalli dell’algoritmo:
- Sequenza finita di istruzioni
- La sequenza porta ad un risultato
- Istruzioni eseguibili materialmente
- Istruzioni espresse in modo NON ambiguo
